Una universita’ meritocratica
Posted on | October 16, 2008 | No Comments

Insieme ad alcuni validi collaboratori piu’ emeriti di me ho messo su un appello per una universita’ piu’ meritocratica. E’ un’occasione per prendere la palla al balzo dopo i pasticci che la riforma Gelmini (ex finanziaria ora legge 133) sta combinando. L’appello si puo’ leggere qui. Firmate e fate girare.
Se volete solo un sommario al volo del contenuto:
L’attuale riforma punisce senza distinzioni tutto il mondo accademico italiano e questo non è né utile né saggio, aggravando situazioni già compromessei ricercatori seriamente motivati. Nessun criterio meritocratico viene introdotto, nessun trasferimento di risorse da chi non fa a chi fa viene attuato o anche solo incentivato. La legge 133 prescrive di qui al 2013 una riduzione del 13% del finanziamento ordinario all’università senza però intervenire al suo interno e prefigurando quindi un sistema identico al precedente, con tutti i suoi difetti e le sue distorsioni, solo rimpicciolito. Dubitiamo che questo possa essere utile al Paese. Anche se fosse vero che l’unico obiettivo consiste nel risparmiare (e ci auguriamo che non lo sia, perché ne va del futuro del Paese), allora si risparmi tagliando impietosamente laddove non si insegna, non si fa ricerca, non si produce cultura, innovazione ed educazione di qualità, lasciando che le risorse fluiscano laddove si fa l’opposto. Anzi, si creino le condizioni legislative e gli incentivi materiali perché le risorse, siano esse private o pubbliche, se ne vadano da laddove sono male utilizzate e si dirigano laddove possono essere meglio utilizzate. Questa è la meritocrazia, quando funziona e quando la si vuol fare funzionare. Chiediamo al ministro Gelmini di far seguire i fatti alle dichiarazioni in favore della meritocrazia da ella frequentemente rilasciate. Ora è il momento, ora si può fare, basta averne la volontà politica.
